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Cultural Nuances Of The U.S. & Italy

Intervista a Simone Crolla, Managing Director di AmCham (Camera di Commercio Americana in Italia)

Italy2California coglie da sempre le sfumature culturali degli U.S. e dell’Italia attraverso i luoghi, l’arte, le tradizioni, ma soprattutto la voce delle persone. Grande privilegio quindi è stato per noi avere l’opportunità di fare un’intervista esclusiva al Dottor Simone Crolla, dal 2009 Managing Director di AmCham, la Camera di Commercio Americana in Italia.

Ecco le domande che gli abbiamo rivolto e le preziose risposte per le quali lo ringraziamo.

Simone Crolla, Managing Director AmCham
Simone Crolla, Managing Director di AmCham, Camera di Commercio Americana in Italia

Che cos’è e come agisce AmCham, American Chamber of Commerce in Italy?

American Chamber of Commerce in Italy è l’organizzazione transatlantica di riferimento in Italia, ha come obiettivo quello di tutelare gli interessi della business community transatlantica, aiutando a rendere l’Italia una destinazione più attrattiva per gli investimenti USA.

Tramite le nostre attività di policy shaping, che svolgiamo soprattutto mediante i nostri Comitati, elaboriamo analisi e documenti da presentare agli stakeholder istituzionali con l’obiettivo di portare in evidenza il nostro punto di vista, rappresentando le 600 aziende associate.

Nati nel 1915, apparteniamo al network internazionale della US Chamber of Commerce, la Confindustria americana.

Quali sono i settori più attenzionati per gli investimenti in USA da parte degli imprenditori italiani?

In questo momento gli investimenti italiani verso gli USA sono abbastanza diversificati a livello settoriale, sebbene gli investimenti manifatturieri siano certamente i più cospicui, a dimostrazione di come la competitività manifatturiera del nostro Paese non tema paragoni.

Le aziende che investono hanno affrontato con successo il percorso di internazionalizzazione e oggi hanno la capacità di espandersi oltreoceano per affrontare il mercato americano con una logica realmente multinazionale.

I numeri sugli FDI italiani dimostrano la grande crescita. Tra il 2003 e il 2021 lo stock di FDI italiani negli USA sono aumentati del 395%, attestandosi a $34,4 miliardi, superando lo stock di FDI americani in Italia ($28,1 miliardi). Oggi la sfida per l’Italia non è esportare investimenti, ma attrarli in un contesto difficile, con opportunità importanti da riconoscere e cogliere.

AmCham, American Chamber of Commerce in Italy

Quali aspetti rendono appetibile il mercato americano per gli italiani?

Il mercato americano è grande, maturo, molto interessato alle produzioni italiane, all’avanguardia nel design, nella tecnologia e nel gusto. L’Italia piace negli USA, infatti le aziende italiane che affrontano con attenzione e rispetto il mercato americano – molto diverso da quello europeo per abitudini e comportamenti – ne escono vincitrici e riescono a crescere velocemente. Spesso, queste stesse aziende raggiungono ricavi importanti in questo mercato, rendendolo quello principale.

Quanto sono considerati i manager italiani negli USA?

I manager italiani che si sono affermati negli USA sono numerosi, spesso risultano tra i più bravi e capaci. La qualità italiana non è solo nel prodotto, ma è nelle persone, nella creatività e capacità di adattamento. Esempi come Ornella Barra (Walgreens), Fabrizio Freda (Estée Lauder), Giovanni Caforio (Bristol-Myers Squibb) e Luca Maestri (Apple) sono la dimostrazione che la managerialità italiana è molto considerata dalle grandi aziende americane e riesce a farsi strada ai più alti livelli della business community internazionale.

Italian Flag

Come stanno evolvendo i rapporti tra Italia e USA per quel che riguarda la situazione commerciale, quali sono i cambiamenti più evidenti negli ultimi anni?

La situazione commerciale tra Italia e USA è quanto mai florida e ricca di ottimi sviluppi.

Basti pensare che l’interscambio commerciale ha quasi raggiunto i $97 miliardi. L’export italiano ha toccato il record di $69,1 miliardi (+13,3% sul 2021 e +172% sul 2003) mentre quello americano si attesta al record di $27,4 miliardi (26,3% sul 2021 e +159,6% sul 2003).

Il nostro surplus commerciale è prevalentemente dovuto alla grande qualità dei nostri prodotti. Oggi siamo l’undicesimo esportatore al mondo per gli USA, un partner commerciale centrale in ambito manifatturiero. L’Italia non è solo Food, Fashion e Furniture: è molto, molto di più.

accordi business tra Italia e Usa

Come influiscono sui progetti e gli affari l’“American Dream” e l’“Italian Sound”?

Rispetto al passato, in cui l’American Dream era un punto di riferimento generazionale, oggi la globalizzazione ci ha permesso di scoprire tutto il mondo, sebbene gli USA rimangano meta privilegiata per tutti gli innovatori e coloro che desiderano trasformare una loro idea, un loro sogno in realtà. Tutte le aziende italiane associate vedono il mercato americano come la prova di maturità principale, quella capace di favorire l’affermazione definitiva. Il loro Business Dream.

L’Italian Sound purtroppo esiste, deriva spesso da imprenditori italo-americani che desiderano riprodurre prodotti – soprattutto alimentari – a cui sono legati da tradizione familiare.

Ovviamente la qualità è molto diversa ma, per le regole americane in materia di marchi, è quasi impossibile fermare questo fenomeno.

Alla fine, però, la qualità italiana si afferma sempre.

 

di Severino Ricci

 

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