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Matteo Macuglia presenta il suo libro “Il Male Dentro”

Milano, un tardo pomeriggio di Gennaio. Galleria Vittorio Emanuele II è sfavillante e sontuosa. La percorro e mi dirigo verso l’ingresso della Libreria Rizzoli che ha vetrina e scaffali traboccanti del rosso sangue di un libro che già solo dal titolo procura un brivido e raggela la visione dorata di poco prima: Il Male Dentro, il libro di Matteo Macuglia.

Questa sera Matteo Macuglia, giovane giornalista inviato di Quarto Grado, il noto programma di cronaca nera, presenta il suo primo libro. Il male dentro è la terribile storia di Benno Neumair che uccide freddamente i suoi genitori il 4 gennaio 2021 nella tranquilla città di Bolzano. E’ proprio lo stesso Benno a denunciare la scomparsa dei suoi genitori Peter e Laura. All’inizio nulla fa pensare al caso mostruoso che poi si dipanerà giorno dopo giorno tra indagini, omissioni, depistaggi e menzogne. Matteo viene inviato proprio a Bolzano per l’inchiesta di Quarto Grado condotto da Gianluigi Nuzzi. E’ al suo primo incarico di quel tipo e fanno sorridere le parole di Rosa Teruzzi, caporedattrice della trasmissione, quando ammette: “Sembrava un semplice caso di scomparsa…forse non avremmo mandato Matteo, che era alla sua prima esperienza, se avessimo sospettato una tale gravità.”

La sala al piano interrato della libreria è gremita, le sedie già quasi tutte occupate, ma trovo posto in fondo. Matteo Macuglia si aggira tra gli astanti salutando e sorridendo: è giovane, azzimato ma col viso rilassato e consapevole, composto. Arriva Gianluigi Nuzzi, il conduttore di Quarto Grado, l’anima e l’istrione di quello che ormai è diventato un appuntamento consueto il venerdì sera su Rete 4. Il navigato pigmalione prende posto accanto al giovane autore e inizia a parlare del suo libro con tono sicuro, autorevole e anche un po’, giustamente, orgoglioso.

Il Male Dentro

Il Male Dentro è il male che serpeggia dentro ciascuno di noi. In alcune persone è impercettibile, cova silente e forse mai si risveglierà, resta accampato ai margini di una vita normale. In altre si fa preponderante fino a impossessarsi totalmente dell’anima e della mente, conquistando uno spazio che sarà fatale, premendo con forza, pronto ad esplodere in una tragedia prima o poi.

Matteo Macuglia resterà ben tre mesi sui luoghi del delitto e salirà su quella specie di ottovolante impazzito che è un’indagine, fatta di falsità e sospetti, verità e manomissioni. Scriverà il libro quasi in presa diretta restando accanto ai protagonisti della vicenda, conoscendoli e ascoltando le loro parole, i loro pensieri, immergendosi in un orrore che si farà ogni giorno più evidente.

Matteo racconta il suo spaesamento una volta arrivato sul posto, il suo tastare il terreno quando ancora non si aveva il sospetto che la sparizione di Peter e Laura fosse invece un duplice omicidio. Ci descrive l’iniziale diffidenza delle persone e degli amici, dei parenti stessi delle vittime e l’impossibilità di penetrare la cortina di distacco e omertà. Quell’atmosfera sospesa e non districabile che si crea all’inizio di un caso.

La prima volta che incontra Benno, il figlio assassino dei coniugi, Matteo ha sensazioni contrastanti. Vede un bel ragazzo intabarrato nel suo berretto di lana, ricorda bene quegli occhi scuri e freddi, impenetrabili.

Siamo solo all’inizio e lui è semplicemente il figlio dei due scomparsi, bisogna andarci cauti, avere rispetto e mantenere professionalità. Ma poi i primi dubbi si insinuano tra gli inquirenti.

Madé, la sorella di Benno, mostra fin da subito diffidenza nei confronti del fratello. Non soggiornerà a casa con lui, i due fratelli non saranno uno accanto all’altro in un momento difficile come quello della scomparsa dei genitori e questo non passerà inosservato agli investigatori.

Benno ad un certo punto racconta di aver fatto un giro in auto in un momento non ben precisato. Descrive un luogo vago, un ponte e un fiume. Una menzogna che lo tradirà, quando un maresciallo dei carabinieri si ricorderà di quel racconto apparentemente banale fatto con superficialità e indifferenza. Accadrà durante il ritrovamento di una traccia di sangue sul guard rail del ponte sul fiume dove i due poveri coniugi sono stati gettati.

Scarseggianti alternative esaltano la creatività

Benno fa l’errore più grande quando mente alla sorella e la fa insospettire ancor più. Madé si fa guardinga e investigatrice e contribuirà alle indagini in modo importante.

Benno aveva avuto l’anno precedente un episodio psicotico mentre viveva in Germania e da quel momento i suoi atteggiamenti narcisistici e aggressivi erano peggiorati. Era tornato a vivere con i genitori, non lavorava quasi più, era depresso e instabile. I genitori erano molto preoccupati. Madé stessa ricorda che la settimana prima della tragedia durante le feste natalizie, lui aveva detto a mezza voce una frase, apparentemente innocua: “Non starò più con voi, non so cosa farò.”

Nel suo stato di whatsapp era apparsa una frase che letta a posteriori fa rabbrividire: “Scarseggianti alternative esaltano la creatività.”

Segnali forse. Piccoli impercettibili lampi di follia. Forse. Ma è troppo facile analizzare ogni aspetto a tragedia avvenuta. La realtà è che la loro era una famiglia felice, certo con i problemi che ogni famiglia porta con sé, ma Peter e Laura erano una coppia ancora molto innamorata e vitale. Apparivano sorridenti nelle foto, abbracciavano i figli tra i monti guardando l’obiettivo, immortalando ricordi come qualunque altra famiglia. Ecco, sono forse le fotografie, la testimonianza più fuorviante e terribile al tempo stesso, quella parvenza di vita normale mentre il seme del male già germogliava dentro Benno.

Una famiglia italiana, benestante, acculturata, piena di interessi, che viveva in una delle città più tranquille d’Italia. Ed ora non esiste più. Un male oscuro è dilagato in Benno che ha compiuto quanto di più atroce si possa immaginare: uccidere i propri genitori.

Non ci resta che leggere la storia di questo omicidio raccontata da Matteo Macuglia, l’unico ad averla assorbita e respirata davvero da vicino.

di Dèsirèe Coata

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