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Cultural Nuances Of The U.S. & Italy

Turismo e turismo sostenibile, risponde Marco Eugenio di Giandomenico

Che cosa significa turismo e che cosa si intende per turismo sostenibile? Ne abbiamo parlato con Marco Eugenio Di Giandomenico, scrittore, critico e curatore artistico di fama internazionale.

Marco Eugenio di Giandomenico è economista di valorizzazione territoriale e titolare di prestigiosi incarichi accademici presso università e accademie di belle arti italiane ed estere. Personalità eclettica e carismatica, è anche top manager nel settore del cinema, della moda e della fotografia. Ha ricevuto vari premi e riconoscimenti soprattutto in riferimento alla “sostenibilità dell’arte”, teoria per la quale è tra i principali assertori a livello internazionale, e alla valorizzazione territoriale soprattutto del made in Italy.

Lo abbiamo incontrato in occasione della 79° edizione della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia per parlare di turismo e turismo sostenibile. Elegante e magnetico, energico e garbato, risponde con grande partecipazione alle nostre domande.

Che cosa significa “turismo”

Come potrebbe sintetizzare il significato del termine “turismo” ?

Il termine “turismo”, nella sua accezione più generalizzata, si riferisce alle attività e ai servizi relativi al trasferimento temporaneo di persone dalla località di abituale residenza ad altra località per fini di svago, riposo, cultura, curiosità, cura, sport e altro ancora.

Si tratta senz’altro di una tematica pluridisciplinare che riguarda l’economia, la geografia, la sociologia, la psicologia sociale, l’ecologia umana, la statistica e l’urbanistica.

La dottrina ha elaborato e continua ad elaborare varie nozioni di turismo, a volte distoniche.

Secondo alcuni consiste in qualsiasi movimento generato da coloro che si recano in un paese straniero, permanendovi almeno 24 ore e trasferendovi denaro altrove introitato.

Secondo altri “turismo” è l’insieme dei rapporti e dei fenomeni che risultano dal viaggio e dal soggiorno di persone non residenti, purché il loro trasferimento, che può avvenire anche all’interno di un determinato paese, non dia luogo a insediamento e non sia legato ad attività lucrative.

Spesso il focus viene posto su aspetti di carattere spaziale, reso evidente dalla sua capacità d’imprimersi nel paesaggio. Ma anche di carattere economico, in quanto il trasferimento delle persone comporta quello di redditi a puro scopo di consumo.

L’evoluzione storica del turismo

Come ritiene sia cambiato il turismo nel tempo?

L’evoluzione storica del turismo è senz’altro interessante. Fino al  XV secolo si assiste per lo più a un turismo di carattere religioso. Pensiamo ai pellegrinaggi nei luoghi di culto ad esempio, oppure universitario, cioè quegli spostamenti con finalità di studio e ricerca scientifica.

A partire dal Rinascimento si comincia a viaggiare anche con il desiderio di arricchire il proprio spirito con esperienze personali, nonché con finalità culturali, commerciali e militari.

Risale all’Ottocento la prima comparsa, nella letteratura inglese, del termine tourist “turista”, che si collega al francese torner (XII sec.) e ai vocaboli da esso derivati.

Sicuramente l’avvento della ferrovia, la diffusione della bicicletta a partire dal 1855, e poi dell’automobile fungono da moltiplicatore degli spostamenti turistici.

Nel periodo compreso tra le due guerre mondiali il turismo cessa di essere una prerogativa solo della élite, dotata di mezzi finanziari e di mezzi di trasporto individuali. Comincia a diffondersi anche nelle classi meno abbienti.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, la generalizzazione, nei paesi economicamente più evoluti, dell’automobile e l’affermazione dei voli transcontinentali e transoceanici consentono di raggiungere agevolmente qualsiasi regione del mondo. Naturalmente giocano un ruolo fondamentale l’elevazione dei redditi individuali, le migliori condizioni tariffarie, oltre che evidenti aspetti tecnici, politici e sociali.

Che cos’è il “turismo sostenibile”

Ci spieghi che cosa si intende per “turismo sostenibile” ?

La locuzione si diffonde nell’ambito delle scienze sociali nel corso degli anni 1980. E ancora di più dopo la Conferenza di Rio de Janeiro del 1992, indetta dalle Nazioni Unite. Si cercò in quell’occasione di individuare nuovi modelli di sviluppo economico compatibili con la conservazione delle risorse naturali.

In linea generale la sostenibilità attiene alla presenza di un numero non eccessivo di utenti (incompatibile con la locale dotazione di risorse), alla tutela dei paesaggi, che non devono subire modificazioni, e a quella del genere di vita delle popolazioni ospiti, che deve rimanere inalterato e anzi risultare migliorato a livello economico.

Tra gli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite (ONU) figura la necessità di sviluppare un turismo sostenibile.

Una ricerca del 2018, The carbon footprint of global tourism (pubblicata su Nature Climate Change) partendo da una serie di fattori come trasporti, consumi alimentari o strutture di accoglienza, analizzando anche gli spostamenti di lavoro, mostra come il turismo contribuisca a un aumento di circa l’8% dell’emissione di gas terra. www.sustainabletravel.org

Che cosa significa viaggiare

Quali sono le sue esperienze turistiche, si muove spesso con finalità turistiche?

Svolgendo attività di curatore e critico d’arte e ricoprendo cariche accademiche, mi capita spesso di viaggiare in varie parti del mondo.

Ogni viaggio è un nuovo “incontro” con persone e realtà sociali variegate, che mi edificano culturalmente e spiritualmente. E ciò vale anche quando mi reco più volte in medesime località.

A tal proposito mi viene in mente una frase del filosofo greco Eraclito: “Nessun  uomo entra mai due volte nello stesso fiume, perché il fiume non è mai lo stesso, ed egli non è lo stesso uomo”.

Marco Eugenio di Giandomenico ci parla di turismo e turismo sostenibile

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