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la fontana di De Chirico alla Triennale di Milano
la fontana di De Chirico alla Triennale di Milano

L’arte e il design a Milano nei giardini della Triennale

All’interno della Triennale c’è un giardino, con accesso gratuito, disseminato di opere d’arte e design a cielo aperto. Si tratta dei Giardini intitolati nel 2020 all’architetto e urbanista Giancarlo De Carlo, morto a Milano nel 2005. Una porzione di verde del Parco Sempione che un tempo costituiva l’ingresso principale al Palazzo dell’Arte costruito nel 1933 su progetto di Giovanni Muzio per ospitare le esposizioni della Triennale di Milano.

Il Palazzo della Triennale è una delle principali espressioni di architettura razionalista. Si trova in via Alemagna 6 e se lo guardaste dall’alto scoprireste che completa una circonferenza monumentale grandiosa che occupa l’antica Piazza d’Armi del Castello Sforzesco insieme al Castello stesso, all’Arena Civica e all’Arco della Pace.

Breve storia della Triennale

 

Ma facciamo un passo indietro, la storia della Triennale nasce a Monza nel 1923 in occasione della Prima Esposizione Internazionale delle Arti Decorative che si teneva nel Parco di Villa Reale. L’iniziativa aveva cadenza biennale e nasceva non come mostra contemplativa fine a sé stessa, ma con lo scopo innovativo di creare qualcosa di utile, un dialogo tra industria e design, tra produzione artistica e società.

Dieci anni dopo nel 1933 la Triennale viene trasferita a Milano nell’attuale Palazzo dell’Arte donato al Comune di Milano dalla famiglia Bernocchi e diviene sempre più un’istituzione culturale che racconterà la complessità delle varie declinazioni dell’arte contemporanea, dell’architettura, delle arti visive e del design nei decenni a venire.

I giardini della Triennale

Nel 2013 il giardino della Triennale diventa oggetto di riqualificazione. Vengono interpellati progettisti e designer internazionali per creare un vero e proprio museo all’aria aperta che si rinnoverà negli anni con opere e installazioni sperimentali molto diverse tra loro che avranno come temi d’ispirazione principali il relax e il lavoro all’aria aperta. Numerosi sono gli eventi artistici e culturali e gli appuntamenti musicali che ogni anno hanno luogo qui. Un prezioso punto di incontro e divulgazione nel cuore di Milano. 

Per raggiungere i Giardini Giancarlo De Carlo si entra dall’ingresso principale di via Alemagna 6 della Triennale, si oltrepassa la biglietteria dirigendosi verso il Caffè Giardino a cui si accede attraverso uno scenografico scalone che porta appunto all’esterno.

Vi troverete in un luogo immerso nel verde con una grande veranda in legno e  tanti tavolini sul prato dove gustare una pausa pranzo all’insegna dell’arte, una semplice merenda coi bambini o un aperitivo suggestivo.

Le opere esposte nel giardino della Triennale

Ed ecco alcune opere che possiamo ammirare open air all’interno del giardino Giancarlo De Carlo:

I Bagni Misteriosi, Giorgio De Chirico (1973)

“Vedendo un ospite che attraversava una stanza riflettersi nello specchiante impiantito di parquet lucidato a cera, ebbi l’impressione che egli potesse affondarvi, come in una piscina, che vi si potesse muovere e addirittura nuotare, in quella specie di acqua-parquet, in quella piscina-pavimento!” 

Ecco come dalle parole di De Chirico si comprende la sua opera visionaria. Due surreali bagnanti, uno biondo e uno moro, invischiati in una strana piscina dalla forma sinuosa, la cabina sospesa, la rotonda, il trampolino, una palla, una fonte che sgorga, un cigno gigante e un enorme pesce…fuor d’acqua, come forse si sentiva lui stesso. I simboli e i colori di questa composizione si rifanno ai ricordi d’infanzia di De Chirico, che nacque a Volos in Grecia da genitori italiani. Sono come un riassunto di memorie della spiaggia e del mare vissuti da ragazzo.

Giorgio De Chirico progetta questa fontana-piscina nel 1973, alla veneranda età di 85 anni, in occasione della XV Triennale di Milano, durante la quale vengono realizzate altre opere collocate all’interno del Parco Sempione, che avevano come denominatore comune il contatto tra arte e vita della città e lo scopo d’essere fruibili dalla cittadinanza.

I Bagni Misteriosi furono nel corso degli anni ripetutamente vandalizzati e rovinati dalle intemperie, a lungo trascurati, subirono vari interventi di restyling, oggi parte delle sculture originali si trovano al Museo del 900.

Tuffatevi anche voi con l’immaginazione in questa piscina onirica e dal sentore nostalgico!

 

La luna caduta in basso alla Triennale

Luna caduta in basso, Enzo Catellani (2006)

“Un oggetto illuminante deve essere in grado di produrre effetti inaspettati, qualcosa di poetico…la luce influenza la vita di ognuno.  Dalle parole di Enzo Catellani si evince tutta la sua passione per l’elemento “luce” che sarà motivo del suo successo.

Enzo Catellani nasce a Bergamo e inizia a produrre in piccola serie delle lampade per il suo negozio a metà degli anni ’80. In poco tempo le originali creazioni riscuotono tale successo da essere presentate per la prima volta alla Fiera Ambiente a Francoforte nel 1989. Nello stesso anno Enzo fonda la Catellani & Smith e il suo successo si diffonde nel mondo. L’arte nell’utilizzo della luce diventa la sua massima espressione di creatività.

L’opera deposta sul prato dei giardini della Triennale è una sfera dal diametro di 3 metri, pesa 350 kg, è realizzata da 22000 metri di filo d’alluminio e illuminata da 400 lampadine a led. L’effetto è di grande impatto emotivo, ricorda un corpo celeste caduto sulla Terra, rappresenta un frammento cosmico.

Il simbolo della sua creatività famoso in tutto il mondo è proprio questo tipo di lampada chiamata “Fil De Fer”. VIene esposta all’Expo di Shangai del 2010 come esempio di miglior Made in Italy e installata anche al V&A Museum di Londra.

Immaginate d’essere un Piccolo Principe su una piccola luna luminosa!

 

La panchina rosa di Corrado Levi alla Triennale

Panchina rosa triangolare, Corrado Levi con R.o.s.p.o. (1989)

“Un triangolo di stoffa rosa cucito sul vestito era il segno che identificava le persone deportate nei Lager nazisti a causa della loro omosessualità.” Ecco svelato dalle parole di Levi il profondo significato di quest’opera apparentemente semplice. 

Corrado Levi nasce a Torino, ma è a New York che trova ispirazione nella scena artistica in fermento dell’East Village, dove semplici botteghe si trasformavano in eclettiche gallerie. Individua così la città di Milano come luogo ideale dove ricreare lo stesso spirito di innovazione, la stessa atmosfera di rivoluzione.

Considerato il massimo protagonista della scena artistica milanese degli anni ’80, sostiene che “non esistono oggetti brutti, basta solo saperli esporre!”

E’ un professore anomalo al Politecnico, nel suo corso accademico invita persone molto diverse a esporre le loro teorie o a esibire il loro talento. Crea in tal modo un ponte tra generazioni di grandi maestri e giovani contemporanei. Quando i suoi studenti creeranno un collettivo occupando per anni una fabbrica abbandonata e facendone luogo di sperimentazione, anche lui vi partecipa attivamente considerandosi artisticamente affine al loro pensiero. 

Sedete sulla panchina rosa e godetevi un momento di quiete leggendo un bel libro!

 

La pietra sonora di Pinuccio Sciola alla Triennale

Pietra sonora, Pinuccio Sciola (2010)

“Io sono nato da una pietra”, nelle sue parole tutta l’essenza dei suoi lavori straordinari

Le opere del sardo Pinuccio Sciola sono disseminate in tutto il mondo. I suoi megaliti di basalto e calcare producono suoni quando sfiorati dal vento o sfregati con le mani o con altre pietre. A Sciola il merito di aver dato vita alla pietra che nel nostro immaginario abbiamo sempre associato a qualcosa di freddo e inerte. 

Provate anche voi a dar vita sonora con lievi tocchi alla pietra che troverete sull’erba dei giardini della Triennale.

 

Teatro dei burattini, Atelier Mendini realizzato con prodotti Abet Laminati

“Io invento e assieme copio, perché nel panteismo dell’enorme via Lattea delle merci, tutto quello che posso pensare già esiste: l’importante è che sia originale il mio modo di falsificare.” Alessandro Mendini

Il Teatro dei Burattini è un’opera aperta che vuole dialogare con spettatori di ogni età. Si tratta di uno spazio permanente che invita ad essere spettatori ma anche protagonisti di fiabe antiche o storie nuove.

Il progetto ricrea una struttura teatrale innovativa, radicata nella cultura italiana e qui rivisitata per forme e materiali.

E voi dove andrete? A sedervi tra il pubblico o a improvvisare sul palcoscenico?

 

la sedia di Aldo Rossi alla Triennale

La sedia, Aldo Rossi (1987)

“E’ una sedia che ricorda quello che la gente ha in mente per sedia.” Aldo Rossi

La presenza di questa grande opera è un omaggio all’indiscusso maestro e protagonista dell’architettura internazionale del ‘900, Aldo Rossi. Celebra la collaborazione pluriennale tra Triennale e Molteni Group.

Si tratta di una versione in scala 7:1 della celebre sedia che ovunque posizionata nel corso degli anni durante mostre dedicate al design, ha sempre suscitato sorpresa e interesse. 

Ammiratela anche voi dal basso verso l’alto con l’irrefrenabile tentazione di arrampicarvi fino in cima!

 

Le signore di Gaetano Pesce, alla Triennale di Milano

Le signore, Gaetano Pesce (2005)

“Sono convinto che il design stia diventando sempre più arte…andiamo in questa direzione.” Gaetano Pesce

Curiose e sinuose le sedute del famoso architetto e designer. Ricordano le forme di un’antica statuetta votiva della fertilità: le celebri poltrone “femminili” della serie Up5 ideate nel 1969 da Gaetano Pesce e pensate come metafora della “donna con la palla al piede”, qui sono realizzate in bronzo.

Accomodatevi su forme che hanno fatto la storia del design sorseggiando magari un buon cocktail a tarda sera!

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